La storia dell’Antico Ospitale di San Giacomo dal 1186 a oggi

L'Ostello, Storia e territorio

Un ospitale di confine tra Modena e Bologna

Non si conosce l’anno esatto di fondazione, ma è probabile che l’ospitale sia nato durante il governo matildico, poiché il vicino castello di Montetortore era possedimento dei Canossa. Diventa poi ospitale di confine, come attesta la ricognizione dei termini operata dal Comune di Bologna nel 1220.

Sulla via Maggiore

Sorge su un pianoro alla base del quale passa ancora oggi la strada detta delle Mavore (via Maggiore, dal latino maior), facilmente raggiungibile sia dalla Mutina–Pistoia sia dalla Piccola Cassia: un importante raccordo tra i due itinerari. I conversi che gestivano l’ospitale erano tenuti anche alla manutenzione di un ponte su un antico percorso che, “distaccandosi dalla via maestra che seguiva il confine tra i territori di Modena e di Bologna”, portava a Montetortore.

Non è certo quale corso d’acqua valicasse il ponte: forse il Rio delle Selve, che nascerebbe dalla Dozola (una sorgente incanalata, “doccia”) vicina all’ospitale, oppure il Samoggia, che proprio dall’altura di Montetortore trae alcune delle sue sorgenti.

Ronco Rainero e il castagneto del 1186

L’ospitale è detto anche di Ronco Rainero, località presso Montetortore dove possedeva gran parte delle sue proprietà, frutto di acquisti e donazioni. Per terra runcata si intende un terreno reso coltivabile dopo il disboscamento. La prima notizia documentata dell’ospitale risale proprio a un atto di acquisto di un terreno a castagneto nel 1186.

Rettori, conversi e vescovi

Dai frequenti interventi del vescovo di Modena sembra dipendere da questa diocesi. È amministrato da un rettore o massaro, responsabile di una confraternita di conversi laici tra le più antiche del territorio modenese, di cui nel 1232 fanno parte anche due coniugi. Il rettore era eletto dai confratelli, ma nella prima metà del Duecento il vescovo interviene più volte per dirimere contrasti, arrivando a nominarlo direttamente e a imporre ai conversi sottomissione e obbedienza.

La chiesa di San Giacomo

Accanto all’ospitale esisteva una chiesa (1232) dedicata a San Giacomo: anche quando, alla fine del XIV secolo, non si hanno più notizie dirette dell’ospitale, il luogo resta documentato dall’edificio sacro, che dal 1562 risulta sine cura e degrada poi a oratorio, citato insieme alla chiesa di San Geminiano di Montetortore.

L’edificio di oggi

Il grande edificio attuale è fatto risalire al XIV secolo per alcune finestrelle in cotto nel sottotetto, ed è stato ampliato nel Seicento, come rivela una fila verticale di conci angolari sulla parete sud. Da notare un’ampia finestra riquadrata di reimpiego con l’architrave che reca la scritta mutila A(ddi) 9 AG(osto), senza anno. Nell’angolo sud-ovest si riconoscono conci rozzamente squadrati, forse resti delle fondazioni dell’ospitale medievale.

Fino a pochi decenni fa destinato a uso agricolo, l’edificio ospita oggi il Museo del Castagno e il Museo-Laboratorio del Borlengo, del Ciaccio e della Tigella e, dopo un’accurata ristrutturazione, ha ripreso la sua funzione originaria di ospitalità.

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